Umbria Agriturismo
Assisi, Gubbio, Perugia, agriturismo in Umbria
Foto: La mia terra - di fabioercolini
Montefalco domina la piana spoletina, chiamata
anche la ringhiera dell’Umbria, offre un panorama strepitoso e risulta
essere una delle più belle cittadine di collina della zona. Un vero e
proprio labirinto di satradine acciottolate tra i dipinti del Perugino
e gli affreschi di Gozzoli: un altro gioiello umbro, un’altra piccola
grande opera che denota il genio artistico architettonico degli italiani.
Montefalco | Visitare
| Il Sagrantino | Informazioni
utili | Dove Dormire | Link
La città inizialmente fu battezzata come Coccorone, ma
nel 1249, nel corso di aspre lotte tra il papa e Federico
II - a ricordo del quale rimase una porta del borgo medievale
- fu distrutta per poi essere ricostruita sotto il nuovo nome di Montefalco.
Divenuta feudo della Chiesa, nel ‘500 assunse l’aspetto che si può
ammirare ancora oggi.
Con
una pianta rettangolare di origine romana e il castrum medievale, sorto
tutt’intorno piazza del Comune, Montefalco
è suddivisa in rioni chiamati borghi. L’intero nucleo feudale è scandito
da una cerchia muraria in cui si aprono cinque porte dalle quali si dispegano
cinque arterie a stella che convergono nella piazza centrale.
Si
entra in paese attraverso la particolare porta Sant’Agostino,
costruita nel ‘300, sovrastata da una torre. Procedendo lungo corso
Mameli, fino alla piazza centrale del Comune
si incontra la chiesa di Sant'Agostino, fondata sul finire
del XIII secolo; la sua facciata è ornata da un rosone e piccole
colonne. All’interno si possono ammirare alcuni interessanti affreschi,
uno dei quali con molta probabilità è opera del Lorenzetti.
Sempre in prossimità della piazza centrale si trovano i Palazzi
Langeli, Tempestini, Moriconi
e il Palazzo Comunale, riamaneggiato nell’800.
Ancora si può ammirare l’ex chiesa di San Filippo
Neri, divenuta teatro e l’Oratorio di Santa Maria,
utilizzato nel Rinascimento per le adunanze comunali.
Su via Ringhiera Umbra, invece, che arriva fino al borgo
di Colle Mora, si incontra il monumento più imortante
del paese, uno dei più celebri di tutta la regione, l’ex
chiesa di San Francesco. Ritornando in piazza del Comune
si prosegue la visita della città lungo una scalinata che scende
verso le mura, dove si trovano il convento e la chiesa dedicati a Santa
Chiara - non la più famosa di Assisi - ovvero Chiara
di Damiano da Montefalco che qui fece costruire il complesso
tra il XIII e il XIV secolo.
I
vini di Montefalco sono da sempre apprezzati in tutta
Italia e di recente hanno cominciato a estendere ulteriormente la loro
fama. La loro reputazione non si basa tanto sul rosso di Montefalco,
quanto sui due corposi rossi di misteriosa origine: il Sagrantino
e il Sagrantino Passito. Entrambi creati da uve
Sagrantino - una varietà che si trova soltanto in questa
zona - sono nettari di origini antiche. Il nome, pare che possa
derivare dall’uso sacramentale che ne facevano le comunità
francescane che coltivavano questa vite.
Il
Sagrantino è un vino secco, un rosso robusto,
scuro granato, spesso vinificato con un 5% di Trebbiano
toscano. Il Sagrantino Passito è
molto simile, con la differenza che i grappoli utilizzati sono appassiti,
così da poter creare il raro gusto di vino rosso da dessert. I
produttori più importanti di entrambe le varietà sono gli
Adanti, conosciuti anche per il singolare Rosso
d’Arquata, tra i vini più particolari del centro
Italia.
Montefalco è una piccola cittadella e tutto può essere
raggiungibile in pochi minuti di passeggiata. Non esiste un vero e proprio
ufficio turistico, vicino allo sportello dei biglietti, all’entrata
del Museo di San Francesco, oltre alla guida sulla galleria,
si possono trovare molte informazioni sulla cittadella.
Se si vuole pranzare in un buon ristorante tipico, dove poter assaggiare
le migliori specialità umbre, basta semplicemente seguire le indicazioni
sui cartelli gialli che segnalano appunto “ristorante tipico”.Il ristorante
Coccorone si trova in un edificio medievale sull’angolo di largo
tempestivi e via Fabbri.
Si può pernottare al piccolo e grazioso Ringhiera Umbra,
che al suo interno ha anche un buon ristorante. Un’altra soluzione
può essere il Degli Affreschi, più vicino
alla piazza principale.
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